Nato nell'isola di Samo(Grecia)
intorno al 572 a.C.(non esiste un registro esatto delle
nascite dell'epoca), venne chiamato Pitagora dai genitori in
onore di un antico oracolo.
Assieme a un filosofo greco, Ferecide di Siro, Pitagora
iniziò da giovanissimo un lungo viaggio per studiare le
antiche culture. In Egitto, dove rimase 22 anni circa,
apprese dai sacerdoti di Tebe i misteri della Dea Iside, poi
viaggiò in Fenicia e in Siria dove studiò i culti relativi
al dio Adon (Adone), protettore e simbolo della
natura.
Dopo la morte di Ferecide di Siro, continuò i suoi viaggi e venne a contatto con gli antichi misteri Caldei e Babilonesi, che studiò a lungo grazie anche agli insegnamenti diretti di Zoroastro(conosciuto anche come
Zarathustra), profeta persiano.
Nella parte terminale del suo lungo viaggio, durato
molti anni, incontrò i maestri brahamani indiani
(conosciuti anche come 'bramini') gli unici ai
quali, a quel tempo, era consentito di studiare i
sacri testi Veda e in seguito arrivò anche in Tibet.
Successivamente , intorno al 520 a.C., si trasferì a
Crotone,nella Magna Grecia, cioè quella parte
dell'attuale Italia meridionale che era stata
colonizzata dai greci a partire dall'8° secolo a.C.
A Crotone il suo carisma ebbe gran successo e riuscì
anche a governare la città per molti anni. Migliaia
di persone lo ascoltavano nei suoi discorsi nelle
piazze della città.
A Crotone Pitagora fondò una
scuola di scienze, musica e matematica. La sua
massima era 'tutto è numero'.
La partecipazione alla scuola pitagoriana era
ristretta e esistevano quasi degli 'esami di
ammissione', legati a particolari riti di
iniziazione. Alcuni test consistevano nel proporre
ai partecipanti dei particolari simboli: su questi
simboli gli studenti dovevano meditare per una
intera giornata e la mattina successiva presentare
tutte le loro considerazioni. Questo permetteva a
Pitagora di valutare la sensibilità e la capacità di
apprendimento degli studenti, al fine di selezionare
i più adatti.
Una selezione era basata anche sul ciclo di
nascita,legato alla Numerologia, di cui parleremo
successivamente,nella sezione 'Cicli
naturali' dopo
aver inquadrato meglio la materia.
Nella scuola si praticava il vegetarismo.
Pitagora e i suoi studenti giuravano sulla
Tetrakis,
una figura geometrica, basata sul numero 4, il
numero divino secondo la loro visione.
La Tetrakis era realizzata
così:
Come si vede ogni lato è formato da 4 punti.
Dal vertice in alto che rappresentava il numero 1,
la creazione, si arriva ai quattro punti del lato
inferiore, che rappresentano la molteplicità.
La Tetrakis rappresenta il numero 10, somma di
1+2+3+4, esattamente i punti che si trovano nella
figura stessa.
Nella sua scuola Pitagora insegnava ai giovani, ma
anche alle donne: egli affermava che anche le donne
dovevano avere accesso alla conoscenza, e difatti la
prima donna matematico(chiamata Teano) divenne sua
moglie.
Pitagora è molto noto ai
giorni nostri per il famoso 'Teorema di Pitagora'
(che è tra i più conosciuti argomenti scolastici
classici) secondo il quale in ogni triangolo
rettangolo la somma delle superfici dei quadrati
costruiti sui cateti è uguale a quella del quadrato
costruito sull'ipotenusa.
In realtà secondo alcuni questo teorema era di base
già conosciuto agli antichi Caldei e Babilonesi: è
quindi molto probabile che Pitagora lo abbia appreso
durante i suoi lunghi viaggi in Oriente. A lui va
comunque il merito di aver enunciato questa
importante scoperta.
Al giorno d'oggi, se da un lato si accettano e si
insegnano le scoperte di Pitagora nel campo della
matematica e della geometria, vengono tralasciati
tutti i contributi importantissimi che egli apportò
allo studio della musica e dei cicli naturali che
influenzano la vita di ciascuno di noi.
Nella sua scuola di Crotone, egli insegnava che vi è
un rapporto ben preciso tra matematica, musica e
natura.
In particolare Pitagora introdusse anche delle
interessanti innovazioni nel campo della musica, che
a suo avviso conteneva una struttura matematica. Dai
suoi viaggi in Oriente, egli aveva portato con sè le
conoscenze necessarie per ideare un particolare
strumento, un liuto chiamato 'monocordo' con il
quale riuscì a produrre un numero di tonalità
maggiore di quelle classicamente conosciute.
Egli costruì la prima scala musicale vera e propria,
basata sull'intervallo di ottava, cioè quello tra
una nota musicale e un'altra con lo stesso nome con
frequenza doppia(proporzione 2:1) e sull'intervallo
di quinta , cioè quello tra due note tra le quali se
ne interpongano altre 3(proporzione 3:2)
Pitagora scoprì le potenzialità curative della
musica verso alcuni tipi di malattie, e capì che si
poteva ottenere un certo controllo delle emozioni
umane e dei comportamenti umani, riducendo ad
esempio l'aggressitività tramite l'ascolto di
determinate melodie.
Oltre ad altre interessanti osservazioni in campo
astronomico, Pitagora sviluppò altre importanti
teorie, molte delle quali vennero tramandate solo
per via orale, senza quindi essere trascritte.
In relazione ai cicli naturali Pitagora affermava
che ciascun essere vivente sulla Terra è soggetto ai
cicli della natura, e che quindi deve sottostare a
queste leggi: ecco che vivrà dei periodi
particolarmente positivi e negativi dal punto di
vista fisico e mentale, e la cosa si ripeterà
ciclicamente.
E' questo uno degli elementi più interessanti
dell'intero studio pitagoriano, riguardo alla
successiva scuola numerologica di tradizione
occidentale che si svilupperà dopo
la sua morte e in relazione all'argomento di
trattazione del presente sito.
Dopo che Pitagora morì, intorno al 480 a.C.(anche su
questa data non esistono riferimenti esatti), i suoi
studenti continuarono il suo lavoro di
investigazione delle scienze umane e del mondo.
Si sviluppò il 'Neopitagorismo' proprio in Magna
Grecia,un movimento filosofico che si occupò
dell'insegnamento delle scoperte fatte dalla scuola
pitagorica.
E' proprio durante il periodo del Neopitagorismo che
iniziò a svilupparsi la Numerologia occidentale:
alcuni studiosi riferiscono la nascita di questa
disciplina a Pitagora stesso, in realtà si può
affermare che egli mise le basi facendo alcuni
riferimenti concreti, che poi i suoi allievi
avrebbero sviluppato nei secoli successivi.
Dopo questo lungo percorso di ricostruzione della
storia della Numerologia, vedremo adesso in modo più
specifico la materia , nella sezione 'Cicli
naturali'.